Smettere di fumare per diventare mamma, ma non solo

Ormai, la quasi totalità degli studi epidemiologici condotti fino ad oggi, ha dimostrato come il fumo abbia un impatto dannoso sulla fertilità delle donne e quanto sia davvero importante smettere di fumare per diventare mamma. 

Sia nel caso di concepimento spontaneo che di fecondazione assistita, il fumo resta un nemico incontrastato della salute riproduttiva. Gli studi hanno infatti evidenziato che nei soggetti fumatori l’incidenza dell’infertilità ed il tempo necessario per il concepimento è maggiore rispetto a coloro che non fumano. Le brutte notizie purtroppo non finiscono qua,  il fumo può essere associato anche ad una maggiore probabilità di aborto spontaneo, sia in caso di concepimento spontaneo che assistito.

Il fumo sembra influire negativamente anche sulla recettività endometriale.

Infatti, è stato riportato in letteratura che anche nel caso di fecondazione assistita con donazione di ovociti le pazienti fumatrici hanno tassi di gravidanza inferiori rispetto alle non fumatrici e che le donne fumatrici presentano uno spessore dell’endometrio inferiore rispetto alle non fumatrici il giorno del transfer embrionale.

In fine, il fumo potrebbe accelerare la perdita della funzione riproduttiva della donna anticipando la menopausa di 1-4 anni.

Cosa fare?

Le donne che cercano una gravidanza, dovrebbero prima di tutto smettere di fumare e cercare di evitare l’esposizione al fumo passivo nel miglior modo possibile, in quanto è ormai comprovato che anche i non fumatori, se eccessivamente esposti al fumo, possono avere le medesime conseguenze riproduttive.

Smettere di fumare non solo aumenterà le possibilità di diventare mamma, ma tutelerà la salute della mamma e del futuro bambino.

A questo proposito è stato dimostrato che smettere di fumare prima e durante la gravidanza consentirebbe di ridurre di gran lunga il rischio di morte in culla (Sids) del bambino.

Smettere di fumare per diventare mamma, sì, ma non solo:

Smettere di bere alcolici

Che il consumo di alcool durante la gravidanza possa avere effetti negativi sul nascituro, in particolare sullo sviluppo del cervello, è già stato dimostrato da lungo tempo. Ma quello che sembra emergere da ultimi studi condotti, è che l’assunzione di alcool nel periodo che precede il concepimento, possa avere un effetto negativo sulla fertilità.

L’alcool, infatti, può interferire con il funzionamento delle ghiandole che regolano la produzione degli ormoni sessuali e può causare una riduzione della fertilità sia nell’uomo che nella donna .

Il fatto che il metabolismo della donna sia meno efficiente nello smaltimento dell’alcol comporta, a parità di consumo, un tasso alcolico nel sangue più elevato rispetto a quello degli uomini.

Ciò comporta una maggiore interferenza con il corretto funzionamento delle ghiandole endocrine, come:

  • ipotalamo,
  • ipofisi,
  • ovaie

Ghiandole deputate alla regolazione del ciclo mestruale e a tutto l’apparato riproduttore, dall’ovulazione al periodo di gravidanza.

In particolare, l’alcol interferisce sull’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi responsabile della produzione degli ormoni FSH (follicolo-stimolante) e LH (luteinizzante), che nella donna stimolano rispettivamente la formazione di follicoli ovarici e del corpo luteo, nonché di progesterone ed estradiolo, essenziali nella preparazione dell’utero all’accoglimento dell’embrione.

Poiché non esistono livelli di consumo alcolico privi di rischio, le donne che sono alla ricerca di una gravidanza dovrebbero limitare fortemente astenersi dal bere alcool.

Segui la dieta giusta:

Soprattutto quando si è alla ricerca di un figlio, la dieta va studiata adeguatamente con l’aiuto di un nutrizionista, ad ogni modo gli esperti ricordano i fattori nutrizionali più importanti che possono favorire la fertilità:

  • supplementazione di ferro eme, derivato da prodotti animali, quali la carne, e di ferro non-eme derivato da alimenti di origine vegetale, latte e simili
  • il consumo di proteine di origine vegetale, in particolare di legumi, e di cereali integrali (pane, pasta e riso)
  • il corretto apporto di vitamine
  • il consumo di carne non più di 5 volte a settimana, alternato a pesce e legumi, una porzione di verdura ad ogni pasto e circa tre frutti al giorno
  • l’utilizzo di olio di oliva a crudo, integrato con piccole quantità di olio di semi
  • il rispetto del fabbisogno giornaliero di acido folico, presente in particolare nelle verdure a foglia verde scuro.
Occorre fare attenzione a :
  • eccessivo consumo di latte scremato e derivati, quali yogurt e gelato, al posto di latte intero, fonte di calcio e vitamina D
  • al consumo di grassi saturi, presenti prevalentemente nei grassi di origine animale (burro, lardo, strutto) a discapito dell’apporto di carboidrati e grassi insaturi.

Anche in seguito e durante la gravidanza, è importante tenere sotto controllo il proprio peso corporeo adottando un vero e proprio stile di vita adeguato, garantendo così sia la salute della mamma che del bambino.

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