SEI INTOLLERANTE AI CARBOIDRATI

Il grado di tolleranza ai carboidrati rappresenta un aspetto soggettivo rispetto alla quantità appropriata e necessaria per un corretto metabolismo.

Negli ultimi anni abbiamo visto un numero crescente di persone che per anni hanno limitato l’assunzione di alimenti ricchi in zuccheri e modificato l’assunzione di carboidrati raffinati con prodotti industriali a base di cereali integrali o sostituendo il pane con le patate, tutto ciò per allinearsi ad un sano regime alimentare, ma nonostante tutto il sovrappeso permane, perché la risposta alla dieta è progressivamente cambiata per vari aspetti tra i quali si potrebbe individuare una sopraggiunta intolleranza ai carboidrati.

INTOLLERANZA AI CARBOIDRATI

La modifica di alcuni aspetti legati al malassorbimento dipende da vari fattori quali:

La carenza enzimatica, anche momentanea, può essere correlata con un non corretto stile di vita, a stress e a disturbi del sonno

Il consumo regolare e protratto di alimenti trattati chimicamente e/o troppi farmaci che hanno alterato il proprio microbiota intestinale.

La ridotta tolleranza ai carboidrati può essere considerata il preludio al diabete in quanto, determina una condizione dismetabolica generata, oltre che da un errato stile di vita e da altri elementi sopra menzionati, anche dall’instaurarsi di una resistenza all’insulina.

E’ quindi prioritaria la presa in carico di tale problematica anche se, nelle fasi iniziali può essere silente, ma individuabile mediante specifici esami ematochimici.

Il miglioramento dello stile di vita, soprattutto quello alimentare, può determinare una diminuzione del peso e del rischio di andare incontro ad un diabete conclamato con tutte le implicazioni ad esso associate come ad esempio l’instaurarsi di un aumentato rischio cardiovascolare.

L’intolleranza ai carboidrati è una condizione che si manifesta quando la glicemia post-prandiale risulti più elevata, ma non a tal punto di consentire la diagnosi di diabete. L’esecuzione della glicemia post-prandiale effettuata dopo 1 e 2 ore mostra il metabolismo dei carboidrati (amidi) e può indicare la necessità di diminuire drasticamente la quantità dei carboidrati.

COME SEGUIRE UNA DIETA A BASSO CONTENUTO DI CARBOIDRATI

sei intollerante ai carboidrati

Per quanto riguarda l’alimentazione sarebbe opportuno ridurre l’introito di calorie, specialmente quelle dei carboidrati semplici, bilanciando la loro presenza tra il 45 e il 60% della composizione della dieta giornaliera, preferendo sempre carboidrati a basso indice glicemico come legumi, frutta e cereali integrali.

Le fibre sono un elemento molto importante che non deve mancare, in particolare le fibre solubili dei legumi, delle verdure e della frutta sono in grado di ridurre lo zucchero ed i grassi nel sangue. Inoltre le fibre non solubili, contenute nel pane integrale, e nei cereali integrali, accelerano il transito intestinale garantendo la regolarità. Per quanto riguarda i lipidi, la loro quota non dovrebbe superare il 35% dell’introito energetico giornaliero. È bene privilegiare grassi polinsaturi (omega 3 e derivati), aumentando il consumo di pesce azzurro, frutta secca, e olio di oliva.

Le proteine non influiscono particolarmente sulle glicemie, quindi il loro consumo non deve destare particolare preoccupazione, ma bisogna considerare sempre di non eccedere.

L’attività fisica ricopre un ruolo fondamentale per garantire un miglior compenso della glicemia, ai pazienti con ridotta tolleranza ai carboidrati deve essere consigliata un’attività fisica regolare e costante. Parliamo di almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica distribuita in almeno 3 giorni a settimana.

In conclusione per seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati, si deve limitare il più possibile il consumo degli zuccheri semplici e ridurre drasticamente i carboidrati complessi, sostituendoli con quantità adeguate di verdure (preferibilmente a basso contenuto di amido) ed un corretto uso dei grassi.

Gli eventuali disturbi del sonno devono essere corretti sia con opportuni e specifici accorgimenti per migliorare lo stile di vita sia se necessaria con terapia farmacologica.

Negli stati di obesità e di intolleranza ai carboidrati può essere utile l’applicazione di un protocollo chetogenico”.

http://www.gidm.it/aree-tematiche/alimentazione/ridotta-tolleranza-ai-carboidrati/

Cos’è un protocollo chetogenico o dieta chetogenica? E un approccio alimentare in cui l’introito dei carboidrati è fortemente ridotto a tal punto di creare uno stato di chetosi che si esprime nella capacità del nostro organismo di utilizzare altre forme di energia attraverso l’utilizzo del grasso invece di zuccheri e carboidrati, determinando quindi una perdita di peso.

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Fonte:

Madscape – Victoria Medical Center  

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